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Brisbane, Australia: una città che apprende PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 11 Giugno 2009 10:46

 

Brisbane: città illuminata
 

Brisbane, capitale del Queensland in Australia, è una metropoli a ridosso del Tropico del Capricorno caratterizzata da spiagge, sole e paesaggi naturali incontaminati e, negli ultimi dieci anni, anche da una costante crescita culturale che oggi la rende centro di eccellenza per la ricerca in ambito scientifico. In venti anni Brisbane è passata da centro turistico con una economia prettamente basata sull'allevamento del bestiame a capitale culturale, centro attrattivo per ricercatori di tutto il mondo. Grazie alla vision e alla volontà di cambiamento del Governo e dell'Università del Queensland e ai finanziamenti privati di un imprenditore-filantropo, Brisbane è oggi una Città Illuminata, che ha investito 25 milioni di euro per attrarre accademici e studiosi nei 36 nuovi centri di ricerca (tra cui il Queensland Brain Insitute dove si studiano le funzioni del cervello umano), ha visto incrementare del 105% i servizi per gli studenti stranieri paganti.

Scarica l'articolo di Nova 24, supplemento del Sole 24 Ore, del 20 novembre 2008 firmato da Arianna Dagnino, che descrive il cammino che ha condotto Brisbane al cambiamento. 

Per approfondire le politiche sostenibili dell'Amministrazione cittadina visita il sito del Brisbane City Council.

 

 


 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 01 Luglio 2009 08:57
 
Ken Melamed e Whistler PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 11 Giugno 2009 10:30

Ken Melamed è nato a Philadelphia, Pennsylvania (USA) nel 1954 e si è trasferito a Montreal in 1966 quando aveva 13 anni. Si è laureato in Scienze nel 1973.

Nel Febbraio 1976 decide di vivere a Whistler, affascinato dalle montagne e dalla sua piccola comunità. Ha iniziato a lavorare come operatore di funivia e poi nel 1977 è diventato un pattugliatore di piste da sci professionista. E ancora oggi presta servizio volontario come pattugliatore un giorno alla settimana. A partire dal 1978, durante la bassa stagione, Melamed ha lavorato nell'edilizia creando la Ken Melamed Stoneworks specializzata nella costruzione di muretti artistici di pietra nella valle. Nel 1989 aiuta ad avviare la AWARE, una organizzazione cittadina ambientalista di cui è stato presidente per sei anni dal 1990 al 1996, quando ha vinto le elezioni al consiglio comunale come consigliere.

Nel 2005 diventa sindaco e i suo primi successi sono stati l'avvio del Piano Strategico Whistler 2020 per la sostenibilità e la candidatura, poi vinta, di Whistler alle Olimpiadi Invernali del 2010.
 
 
 
Per saperne di più, scarica l'articolo di Roberto Lorusso pubblicato sul Quotidiano di Bari il 23 gennaio 2008 e guarda i video sull'esperienza di Whistler.

 
Una Learning Region promuove la cooperazione, non la competizione PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 11 Giugno 2009 09:33

L'apprendimento insegna a credere nella cooperazione e ad abbandonare il concetto di competizione
 
Una riflessione dei soci fondatori di Learning Citieis Italia


Dopo una ricerca su Internet relativamente al concetto di  Regioni che apprendono, abbiamo trovato questa definizione tratta da Richard Florida, Toward the Learning Region, Futures, 1995:
"Le Regioni del mondo, in competizione tra di loro, diventano i punti focali per la creazione della conoscenza e l'apprendimento nell'era dell'economia globale ad alta intensità di conoscenza (Learning Regions). Esse funzionano da collettori e magazzini di conoscenze ed idee e forniscono un ambiente e delle infrastrutture materiali ed immateriali che facilitano i flussi di conoscenza, le idee e i processi di apprendimento degli individui e delle organizzazioni".

Rispetto a questa definizione, l'Associazione Learning Cities Italia ha una posizione "diversa", ispirata al paradigma della decrescita felice e ai principi della cooperazione tra organizzazioni e persone, per la costruzione di un futuro migliore, per il bene comune. "O per il buon senso - sottolinea Eric Ezechieli, socio fondatore dell'Associazione e presidente di The Natural Step Italia -, cioè per una crescita rigeneratirce della società, dell'economia e della cultura".

"Come ci spiega Serge Latouche - spiega il segretario generale dell'Associazione Nello De Padova - il termine crescita è ancora appannaggio dell'economia. Per la società, per la cultura si deve parlare di sviluppo, di miglioramento, quasi di a-crescita. Si deve iniziare a pensare a una dimensione in cui debba venir meno l'idea che qualcuno cresce a discapito di altri e che la crescita si misura essenzialmente con il denaro accumulato". Si deve iniziare a pensare a una società dove la competizione sia sostituita dalla cooperazione e dove l'apprendimento sia il fondamento dello sviluppo, del miglioramento.

"La crisi economica che stiamo vivendo mette in discussione proprio il paradigma dominante della competizione (economica) - ha detto De Padova - e l'idea che l'apprendimento debba servire per competere e che le città che apprendono siano l'ultima frontiera della lotta fra i territori". "Come dice l'economista Manfred Max-Neef, la competizione va rigettata come idea perché non solo è una forma molto primitiva di interazione ma è anche destinata a fallire, non ha futuro in quanto il suo obiettivo è l'eliminazione della competizione stessa - puntualizza Eric Ezechieli-. Questa contraddizione fa capire come concepire una economia o una società basata sulla competizione non abbia senso. Ha invece senso la cooperazione, perché un sistema sociale può prosperare solo se ciascun attore crea le migliori condizioni perché gli altri possano prosperare. Oggi gli altri sono l'intera umanità: nessuno può prosperare se non si contribuisce alla prosperità dell'umanità e del pianeta che ci ospita".

"Tutte le teorie sullo sviluppo delle competenze dell'apprendimento riconoscono che ci sono situazioni in cui è opportuno competere e situazioni in cui è opportuno concorrere (o cooperare) generalmente per produrre conoscenza nuova o rinnovarne di vecchia - dice Antonio Massari, socio fondatore dell'Associazione Learning Cities -. La mia visione dell'apprendimento è che si tratta di una forma di energia: se c'è differenza di potenziale si sviluppa, altrimenti no. E noi non accettiamo una comunità, dentro un contesto, che non apprende continuativamente. La società, oggi, considera la competitività (concetto che sostituirei a quello di competizione perché ne sottolinea la natura potenziale) necessaria per ottenere successo. E in alcuni casi è proprio così. Del resto un posto attraente per viverci perché ha saputo sviluppare un'alta qualità della vita è competitivo".

Queste convinzioni si concretizzano in una visione della Pubblica Amministrazione Locale nuova. L'Associazione Learning Cities guarda, infatti, agli 8.000 Comuni italiani come a 8.000 imprese dello stesso settore che hanno un vantaggio straordinario, cioè quello di poter ‘copiare' le une della altre senza essere in concorrenza. "Copiare vuol dire avere la capacità di cooperare e di scambiarsi buone pratiche per la crescita del territorio e un'amministrazione efficace", precisa De Padova. Ecco perché l'Associazione si propone come fulcro di una rete di attori del territorio che hanno attivato buone pratiche e di soggetti interessati a capire come poter applicare tali buone prassi nelle singole realtà. "Il nostro compito è quello di convincere gli attori di un territorio ad apprendere grazie alla cooperazione. In questo modo non c'è competizione, non c'è nessuno che vince o che perde ma c'è la possibilità che tutti ne traggano vantaggi utili al bene comune", conclude De Padova. Laddove convincere non è un atto di forza, ma la capacità di "fare delle cose" utili e innovative, che stimolino le comunità e le organizzazioni ad agire.

"Il nostro lavoro dovrebbe soffermarsi sulle diverse forme di competitività, sugli scenari possibili, sul buon senso - precisa Antonio Massari -, ma soprattutto sui valori che riteniamo fondamentali per stimolare la dimensione culturale della collettività". Per far includere paradigmi alternativi (come la decrescita o crescita rigeneratrice, la cooperazione piuttosto che la competizione) nella loro percezione del mondo, della società, dell'economia.
"E' poi importante avere presente - continua Massari - che, nel caso dello sviluppo, acquisisce particolare rilevanza la componente cognitiva dell'uomo (dimensione culturale), che esprimendo una volontà rispetto al proprio comportamento, diviene interattivamente ed interrottamente elemento determinante nella creazione del contesto. Ciò che l'uomo fa influenza il contesto, il contesto influenzato si trasforma, la trasformazione induce l'uomo a modificare il proprio comportamento. Il passo successivo è come l'uomo influenzerà il proprio comportamento? Tendenzialmente lo farà in virtù del raggiungimento di una condizione a cui aspira, che possiamo definire benessere".

Un benessere che naturalmente è un valore "individuale" ma che può essere presentato come valore, riferimento comune, verso cui la comunità potrà tendere per un futuro migliore, collaborando.

Altro messaggio che bisogna lanciare è quello di iniziare a ridimensionare il paradigma della scarsità, che ci porta a sprecare in maniera quasi totale il 99% delle risorse naturali, e non solo. "Nella nostra società la competizione è possibile solo se le risorse sono scarse e quindi, quando non lo sono, bisogna renderle scarse - continua De Padova -. Siamo arrivati al punto che anche risorse non scarse come le idee sono state vincolate a logiche di scarsità per poter dare alle stesse un valore commerciale e quindi scatenare attorno ad esse la competizione. Solo quando la società abbandonerà il paradigma della competizione forse si riuscirà ad affrontare la questione dello spreco delle risorse naturali".

 

 

Per approfondire gli elementi riportati in questo articolo guarda:


 
Video sull'esperienza di Whistler, Canada PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 11 Giugno 2009 10:09
Come una comunità decide il proprio futuro
Whistler, città sostenibile
 
  
Whister è un Comune canadese, del Distretto North Vancouver nella regione della British Columbia, che alla fine degli anni Novanta ha avviato un percorso partecipato e condiviso di pianificazione strategica verso la sostenibilità. Tale percorso si è concretizzato con il Piano Strategico Whistler 2020 ed è stato fortemente incentivato dal sindaco Ken Melamed.
 
Il metodo che la comunità di Whistler ha adottato per programmare in maniera partecipata e condivisa è stato ispirato dal framework di The Natural Step, che prevede sedute collettive, moderate da un facilitatore, in cui i cittadini sulla base delle proprie esperienze ed esigenze aiutano a prendere consapevolezza dell'oggi e a costruire la visione di un futuro desiderabile, seguendo alcuni principi quali la sostenibilità, la valorizzazione e la tutela delle risorse naturali e la riduzione dell'inquinamento.
 
L'obiettivo che si è voluto raggiungere è quello di affrontare la crescita economica e sociale della comunità, tutelando l'ambiente e promuovendo stili di vita quotidiana e un turismo (attività primaria di questa zona) sostenibili.
  
I seguenti video propongono le testimonianze di chi ha vissuto direttamente la coinvolgente ed esemplare esperienza di Whistler.
 
PARTE PRIMA
 

 

PARTE SECONDA

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 11 Giugno 2009 10:30
 
La "verde" Copenhagen PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 11 Giugno 2009 09:30

Nel prossimo dicembre Copenhagen ospiterà il vertice Onu sui cambiamenti climatici e non poteva essere scelta città migliore. Copenhagen infatti è una delle città più verdi del mondo: ad oggi il principale obiettivo della sua amministrazione, guidata dall'ex attore Klaus Bondam, è quello di diventare entro il 2015 la prima città libera da combustibili fossili, una città con un ambiente sano e non inquinato.
 
Per saperne di più leggi l'intervista al sindaco Bondam realizzata da Anna Minton, pubblicata sul sito www.sustainablecities.org.uk

 
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