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Venerdì 05 Giugno 2009 13:59 |
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Investire in energie rinnovabili per non inquinare e reinvestire nel sociale
Intervento di Renato Puntieri, Sindaco del Comune di Olivadi (Cz)
Il Comune di Olivadi fa parte dell'Associazione dei Comuni Virtuosi per mettere a conoscenza tutti di quel poco di buono che riusciamo a fare.
Di recente siamo partiti dalla considerazione che le amministrazioni locali sono responsabili dei comportamenti verso l'ambiente. Secondo alcuni calcoli in Italia circa il 30% delle emissioni di gas, che alterano il clima, sono conseguenza di azioni e politiche locali. Le autorità locali sono chiamate a decidere sullo sviluppo del territorio, la mobilità, la gestione dei rifiuti. Comportamenti virtuosi e politiche innovative attuate dalle PA, insieme alle imprese ed ai cittadini, possono ridurre enormemente le emissioni nocive. Non solo. Le Amministrazioni pubbliche che riescono ad applicare politiche di riduzione delle emissioni, contribuiscono anche a far diminuire la spesa pubblica, in quanto sia l'attuazione del processo di raccolta differenziata che il risparmio energetico attivo e la realizzazione di impianti di produzione di energia alternativa portano a sicuri guadagni. 
Tra il 2007 e il 2008 il nostro Comune ha stabilizzato la raccolta differenziata porta a porta al 43-45% partendo quasi da zero con piccolo contributo della Regione Calabria. Abbiamo così risparmiato circa 7-8000 euro che aggiunti ai risparmi conseguiti con l'illuminazione pubblica a LED, la sostituzione delle caldaie a gasolio con quelle a metano e dotando tutti gli edifici pubblici di impianti fotovoltaici, abbiamo investito in assistenza ai 17 anziani della nostra comunità (siamo in tutto 630 abitanti), pagando un bonus mensile di 400 euro alle donne che fanno assistenza. Da due anno abbiamo assegnato alle famiglie con neonati un bonus di 1.800 euro e un kit di pannolini eco-compatibili e sussidi scolastici per gli studenti, non solo universitari (250 euro mensili) ma anche per i ragazzi che frequentano i primi tre anni della scuola superiore (150 euro) e le scuole medie ed elementari (dai 20 ai 25 euro mensili).
Con i Comuni di San Vito e Cenadi abbiamo ideato il progetto "Sole Ambiente e Risparmio", con il quale abbiamo aiutato 300 cittadini ad installare impianti fotovoltaici. Abbiamo stilato un protocollo d'intesa con una banca locale che finanzia l'intero importo di acquisto e installazione con un tasso fisso per 12-14 anni del 5,90%. Tramite uno spot abbiamo portato a conoscenza di aziende questo progetto e abbiamo raccolto offerte di installazione da parte di aziende di tutta Italia. Alla fine abbiamo scelto l'azienda che ha proposto la migliore offerta qualità/prezzo: costo per 1 KWp dell'impianto fotovoltaico euro 6.200,00; costo per 2 KWp dell'impianto fotovoltaico euro 11.300,00; costo per 3 KWp dell'impianto fotovoltaico euro 16.300,00; compreso manutenzione per 5 anni e assicurazione sugli impianti e sulla mancata produzione per tutto il periodo del finanziamento; comprese le spese di progettazioni da presentare al Comune (senza tasse) e di documentazione da presentare a GSE ed Enel.
La validità del progetto "Sole-Ambiente-Risparmio" è duplice: fa risparmiare danaro abbattendo il costo dell'energia elettrica e riduce le emissioni di gas serra di 1.000 Kg CO2 per ogni KWp di fotovoltaico installato. Questo progetto sta riscuotendo un grande interesse in tutta Italia ed ha ricevuto due importanti riconoscimenti, il primo nel mese di agosto 2008 dall'Associazione Nazionale dei Comuni Virtuosi, "Premio Comuni a 5 Stelle", ed il secondo nel mese di novembre dalla Regione Lombardia e da Legambiente per il "Premio all'innovazione amica dell'ambiente 2008".
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Ultimo aggiornamento Martedì 23 Giugno 2009 11:00 |
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Venerdì 05 Giugno 2009 13:58 |
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Informare, codecidere e corealizzare: le tre azioni della partecipazione attiva
Intervento Giovanni Pugliese, Assessore alle Politiche Giovanili e alla Partecipazione Comune di Putignano (Ba)
La città, cioè l'Amministrazione, deve dare delle risposte alle domande dei cittadini, offrendo al territorio opere pubbliche, che sono le 7 meraviglie, e riuscendo a dare risposte con la capacità di dialogare che impone l'orizzontalità. Il mio Assessorato era senza storia in città e senza risorse sia finanziarie che intellettuali sul territorio, ho dovuto quindi cercare delle leve e delle metodologie per farlo funzionare e crescere, così che non rimanesse solo enunciazione di intenti, puntando soprattutto sugli stimoli ricevuti dall'esterno della struttura comunale. Abbiamo fatto programmazione partecipata (programmare e condividere) per le aree di interesse dell'Assessorato, all'inizio abbiamo coinvolto solo una decina di persone nelle riunioni ma ci siamo resi conto che l'interesse cresceva piano piano e ora abbiamo contaminato anche altri Assessorati più tecnici come l'Urbanistica e i Lavori pubblici.

Abbiamo impostato una metodologia di lavoro che prevede tre aree: l'informazione, chi partecipa deve esser uniformemente e adeguatamente informato sui temi sui cui ci sarà il dialogo; la partecipazione alla programmazione, cioè alle scelte fatte a monte dall'Amministrazione, solo ragionando insieme sin dall'inizio il cittadino potrà sentire di essere attore "attivo" per la città; la sussidiarietà, cioè fatta l'informazione, condivisa la progettualità, è bene iniziare a volerla corealizzare e non solo codecidere. Diamo così prova che la condivisione ha portato a qualcosa di concreto. La corealizzazione incentiva la partecipazione, perché testato il successo e la concretezza dei progetti anche altri partecipano volentieri.
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Ultimo aggiornamento Martedì 23 Giugno 2009 11:00 |
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Venerdì 05 Giugno 2009 13:45 |
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Condivisione e futuro: dalla Pubblica Amministrazione scintille per lo sviluppo
Bari sabato 24 gennaio 2009
L'apprendimento è il primo lavoro che un buon cittadino e un buon amministratore devono fare. E per farlo devono essere disposti al dialogo e al confronto.
E' stato un vero laboratorio di apprendimento l'incontro organizzato a Bari dall'Associazione Learning Cities Italia e da Universus, Consorzio per la Formazione e l'Innovazione, dal titolo "Condivisione e futuro: dalla Pubblica Amministrazione scintille per lo sviluppo".
Amministratori italiani distintisi per buone prassi di governo e gli assessori regionali Guglielmo Minervini e Angela Barbanente si sono confrontati tra loro e con un parterre composto da operatori della Pa e amministratori locali, per riflettere sulle modalità attraverso cui è possibile governare in maniera partecipata e condivisa così da avviare azioni utili a costruire una comunità e un futuro migliori.
Con il suo intervento il presidente dell'Associazione Learning Cities Italia, Roberto Lorusso, ha voluto porre l'attenzione sull'uomo come "essere relazionale, nato per stare con gli altri e migliorare giorno dopo giorno". Partendo da questa considerazione, è necessario ripensare il modo in cui governare le città, sia da parte degli amministratori che devono mettere al centro il bene comune e non le esigenze dei singoli o dei piccoli gruppi, sia da parte dei cittadini che devono essere parte attiva di un processo che comincia con loro. "Le comunità devono esigere da chi governa la soddisfaizone del bene comune e chi governa deve dare i giusti stimoli perché si attivi la partecipazione".
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Ultimo aggiornamento Lunedì 15 Giugno 2009 08:07 |
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Venerdì 05 Giugno 2009 13:55 |
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La PA deve generare fiducia nel processo partecipativo
Intervento di Angela Barbanente, Assessore all’Assetto del Territorio, Regione Puglia
Quali condizioni sono importanti perché ci sia apprendimento? Viviamo in un periodo storico ricco di incertezze e averne consapevolezza ci aiuta già ad affrontare la crisi e ad essere capaci di immaginare futuri desiderabili e futuri temibili. Chi amministra ha delle responsabilità ed è importante che condivida con la comunità il senso di incertezza, che poi diventa la vera carica per costruire futuri desiderabili: la incertezza va vissuta come grande opportunità, perché se si ha la capacità di apprendere e condividere anche la crisi si può piegare. Spesso noi amministratori abbiamo certezze basate su presupposti fallaci, sulle quali ci irrigidiamo, convinti di essere nella parte del giusto e non ci misuriamo con il mondo esterno. La propensione al cambiamento e all'apprendimento implicano la non assunzione di posizioni difensive del proprio operato, cosa difficile in politica, però. E manca la capacità di imparare dagli errori, condividendo con chi ha camminato con noi l'analisi degli errori: questo è apprendimento.
Dobbiamo avere consapevolez za del carattere fortemente plurale della nostra società, pluralista ma individualista. Il confronto è necessario per far emergere questi punti di vista, che nascondono egoismi e paure di andare oltre i propri confini: ma la diversità può diventare arricchimento se legata alle esperienze di vita.
Oggi ho capito che la partecipazione non va interpretata come nuova forma di professionalismo. Dobbiamo tenere conto che c'è ancora mancanza di fiducia nel processo partecipativo. La gente non ha tempo da perdere, facciamogli perciò capire perché dovrebbero partecipare, diamogli gli strumenti informativi per partecipare, per dare un contributo. Noi dobbiamo far capire che la pianificazione strategica, urbanistica, territoriale, un bilancio incidono sulla qualità della vita quotidiana delle persone. È da questo che dobbiamo partire per promuovere la partecipazione e poi non dobbiamo tradire la fiducia dei cittadini, cosa che accade appena si ha la percezione che la partecipazione sia finalizzata al consenso e non alla condivisione degli obiettivi. È bene che sia chiaro che la partecipazione non è neanche assecondare gli umori ma ragionare e imparare tutti insieme.
Si deve essere capaci di mantenere un carattere aperto dell'azione amministrativa, mettendosi a disposizione di critiche e notazioni, accettando di apprendere. L'amministrazione arroccata sulle sue decisioni non apprende.
L'organizzazione interna alla PA è un problema cruciale. La burocrazia è ancora fortemente restia al cambiamento, ma per avviare percorsi di successo si devono valutare con attenzione tutte le risorse a disposizione, prime fra tutte le risorse umane. I dipendenti vanno ascoltati.
Partecipazione dall'alto o dal basso? Quando si parla di apprendimento e di partecipazione si parla di processi dal basso che devono essere stimolati dall'alto. Certo l'Amministrazione regionale non può fare una legge sulla partecipazione, perché diventerebbe un adempimento formale da rispettare, cosa che rappresenta la morte dell'essenza della partecipazione, che invece va stimolata, sollecitata e incentivata. La gente pretenderà sempre più di partecipare dopo che la Regione è riuscita a incentivare questa pratica.
E' importante che la partecipazione si faccia nei luoghi dove la gente vive, non nei luoghi dove noi vogliamo portare la gente. L'organizzazione dall'alto e formale rischia di non funzionare, andiamo nei quartieri dove la gente vive e dove è abituata ad incontrarsi.
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Ultimo aggiornamento Lunedì 08 Giugno 2009 08:12 |
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Venerdì 05 Giugno 2009 13:13 |
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Società dell'informazione, apprendimento e sviluppo economico e sociale
Bari, sabato 12 gennaio 2008
La maggiore complessità che ormai caratterizza il nostro vissuto quotidiano, rende necessario attivare un capillare processo di apprendimento continuo. Ormai l'apprendimento continuo non è più solo un aspetto dell'istruzione e della formazione.
Numerose realtà territoriali europee hanno compreso che la loro economia ed un futuro più prospero dipendono dalla crescita del capitale umano e sociale di cui dispongono al loro interno.
Difatti, diverse istituzioni locali sia nel mondo sviluppato che in quello in via di sviluppo stanno pensando e realizzando piani e strategie per promuovere la crescita personale, la coesione sociale e la creazione sostenibile di ricchezza attraverso lo sviluppo del potenziale umano di tutti i loro cittadini.
Il meeting è stato il primo passo di un progetto che Universus intende promuovere in Puglia, finalizzato ad identificare concreti campi d'azione ed a sviluppare misure adeguate per accompagnare il paese e la sua popolazione verso la "società della conoscenza".
Uno dei campi d'azione del programma, interessante momento di stimolo anche per analoghe esperienze italiane e per il nostro progetto, è rappresentato dalle "Regioni che apprendono": progetti di rete che coinvolgono territori in alcuni paesi europei come la Germania ed altri nel mondo come l'Australia, finalizzati a costituire parternariati ed a studiare e sperimentare modalità efficaci per fare dell'apprendimento la base, il motore dello sviluppo locale.
Le "Regioni che apprendono" rappresentano un'esperienza diffusa a livello europeo e sostenuta anche dalla Commissione Europea che ha destinato a questa interessante sperimentazione un apposito finanziamento nel corso degli anni 2003 e 2004. Con questa definizione si indicano, in generale, aree territoriali impegnate nella promozione delle occasioni di apprendimento e nella crescita delle risorse umane attraverso azioni di cooperazione e networking tra gli attori locali che operano nei settori dell'educazione e della formazione (autorità locali, scuole, agenzie educative private, centri sociali, attori del mondo economico e del lavoro). Universus si è data per i prossimi anni questo obiettivo ambizioso: implementare tale visione nel territorio in cui opera, attivare un processo virtuoso che porti la Puglia a diventare una "learning region", costellata di "learning cities".
Il meeting, dunque, ha voluto porre il primo mattone di questa affascinante costruzione: "Pensare e realizzare piani e strategie, per promuovere la crescita personale, la coesione sociale e la creazione sostenibile di ricchezza, attraverso lo sviluppo del potenziale umano di tutti i cittadini di un territorio".
Sono intervenuti:
Ettore RUGGIERO - Direttore di Universus
Regioni e Città che apprendono per lo sviluppo economico della Puglia. Finalità e obiettivi della conferenza.
Jarl BENGTSSON, Chair of PASCAL Board, former Head of CERI at OECD and Honorary Professor of Education at the Danish Pedagogical University
Presentazione del Network " Pascal".
Norman LONGWORTH, Honorary Professor of Lifelong Learning, University of Stirling
Regioni che apprendono - Idee guida e storia, concetti e prospettive.
Jutta THINESSE DEMEL, President of the German Network of Learning Regions - Munich
Lo sviluppo sociale e della comunità nelle regioni che apprendono dal punto di vista degli enti locali
Roberto LORUSSO - Direttore dell' Officina della Creatività - Universus
Presentazione dei "Gruppi per soluzioni attive" sui seguenti temi: Innovazione e Creatività, Scuola ed educazione, Economia e Impresa, Cultura, Ambiente e Sostenibilità, Comunità e Famiglia, Società dell'Informazione.
Mike OSBORNE - Professor of Lifelong Education, University of Stirling, Co-director of PASCAL
Le regioni che apprendono in Europa ed il network internazionale, un'opportunità per la Puglia. Come incominciare?
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Ultimo aggiornamento Martedì 23 Giugno 2009 10:47 |
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