La condivisione e lo scambio di informazioni fra i soci al fine di alimentare un apprendimento collettivo e continuo, è uno degli obiettivi che l’Associazione Learning Cities persegue. In questa ottica l’Associazione ha pensato all’iniziativa “Learning coffee”, un ciclo di incontri tra i soci e non solo, dal carattere molto informale, in cui riflettere e parlare. Oggetto degli incontri sono i temi a cui è vicina l’associazione, che possono rappresentarsi in libri, dossier, video e altri materiali di genere vario. L’introduzione del tema dell’incontro, può essere fatta direttamente dall’autore del documento oppure da quei soci che volontariamente decideranno di impegnarsi nella lettura/studio del tema e nella condivisione; seguirà il dibattito, a cui sono invitati ad esprimere il proprio punto di vista tutti i presenti.
Il quarto Learning Coffee, a cura della socia Simona Loconsole, è intitolato "Paesi poveri o paesi impoveriti?" ed è basato sul libro di Paul Collier “L'ultimo miliardo” che tratta delle politiche di intervento e sviluppo della Banca Mondiale nei paesi del Terzo Mondo.
L'incontro avrà luogo a Bari presso la Piazza della Pace (presso l'Ipercoop di Japigia) dalle 17.30 alle 19.00.
Per ulteriori informazioni:
Associazione “ Learning Cities – Rete Italiana delle città che apprendono ”
Tel. 080.5504960
Email:
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Paul Collier
L’ultimo miliardo. Perché i paesi più poveri diventano sempre più poveri e cosa si può fare per aiutarli
Gius. Laterza & Figli SpA (Roma-Bari 2009)
Pagine 255, € 16,00
Con il suo ultimo libro, Paul Collier, direttore del Centro Studi per l’Economia Africana della Oxford University, già direttore del Dipartimento per le Ricerche della Banca Mondiale, illustra in maniera chiara, analitica e coinvolgente come il sistema politico degli aiuti e degli interventi nel Terzo Mondo sia stato finora fallimentare e quindi vada radicalmente modificato. Tutto questo per salvare dal baratro l’ultimo miliardo di persone che vivono per lo più in Africa e in alcuni paesi dell’Asia Centrale, secondo standard più vicini a quelli del XIV secolo, cioè tra guerre civili, epidemie e ignoranza, che a quelli del XIX secolo. Paesi che non crescono più da tempo, nonostante molti di essi abbiano ingenti risorse naturali come diamanti e petrolio, la cui vendita illegale a grandi compagnie mondiali (invitate da Collier ad agire in maniera socialmente responsabile e trasparente) alimenta la corruzione e politiche sconsiderate di dittatori folli.
Partendo dall’idea che il cambiamento deve venire dall’interno e che quindi bisogna supportare le giuste battaglie di eroi coraggiosi che lottano per la libertà e lo sviluppo dei loro paesi, Paul Collier detta la nuova agenda del G8: “Avremo bisogno non soltanto di un approccio più intelligente agli aiuti, ma di azioni complementari che prevedano il ricorso a strumenti che non fanno parte del tradizionale armamentario dello sviluppo: politiche commerciali, strategie di sicurezza, modifiche delle nostre leggi e nuove Carte internazionali”.