FREEDOORS : PROGETTO URBIS 2020-2022

FREEDOORS : PROGETTO URBIS 2020-2022

La finalità generale del Progetto Freedoors consisteva nel rafforzamento del capitale sociale cittadino, e in particolare del quartiere Libertà. Il progetto ha promosso iniziative di partecipazione e integrazione sociale, attraverso linguaggi universali come la musica, la danza, il cinema e il teatro, senza tralasciare l’assistenza alle persone migranti nell’espletamento di pratiche formali e burocratiche legate alla loro permanenza nel territorio e all’orientamento professionale.

Uno specifico obiettivo è consistito nel sostenere l’autonomia dei giovani residenti nel Quartiere Libertà, stranieri e italiani, dando vita con  loro, ad attività sociali e culturali volte ad elevare la loro qualità della vita, aumentare le loro competenze sociali e relazionali e promuovere l’integrazione nel contesto cittadino.

Si è inteso così contribuire all’accr      escimento del senso di libertà e di interdipendenza, perché portare arte, suoni e musiche dal mondo in una zona a rischio devianza sociale, serve ad accrescere il senso di sicurezza sociale e la qualità della democrazia locale.

Principali azioni progettuali:

  1. A cura della capofila Associazione DIOUBO: Lo “Sportello sociale” (Jammafrica) per il disbrigo delle pratiche amministrative e l’orientamento professionale dei beneficiari progettuali;
  2. A cura del partner Associazione Peri.P.L.O.: Musica, teatro, cineforum e danza nelle piazze, e nel quartiere Libertà, compresa una Conferenza interreligiosa.
  3. A cura di Learning Cities: Un percorso partecipativo, logico e di metodo, che coinvolgerà giovani e migranti del quartiere in un processo di ideazione e realizzazione di opere artistiche, che tratteranno tematiche a cui loro sono sensibili, con il duplice beneficio di creare inclusione sociale e riqualificazione dello spazio urbano.

Obiettivo specifico

Il nostro obiettivo specifico è stato quello di sviluppare e sostenere, nei dodici mesi progettuali, l’attivazione di giovani indigeni e immigrati nel quartiere Libertà, co-creando con loro situazioni sociali e culturali che elevino la loro qualità della vita, le competenze sociali e relazionali e l’integrazione nel contesto cittadino.

 La “sfida” dell’Associazione Learning Cities è stata:

Come possiamo mettere in relazione enti, giovani e migranti del Libertà per creare attività e riqualificare l’immagine del quartiere?

Con riferimento alle azioni di progetto e ci siamo occupati di realizzare un percorso di co-progettazione, basato sull’approccio del Design Thinking, mediante il quale abbiamo coinvolto vari stakeholder partendo dal comune denominatore del quartiere stesso in termini di storia, socialità, elementi architettonici e urbanistici, in base alla propria provenienza e del legame col quartiere.

In particolare si è seguito un percorso logico e di metodo per coinvolgere giovani e migranti del quartiere in tutto il processo di ideazione e realizzazione di opere artistiche da realizzare, trattando tematiche a loro vicine, con il duplice beneficio di creare inclusione sociale e riqualificare lo spazio urbano.

Il percorso si è sviluppato su questi milestones:

  • Analisi del contesto e dei fabbisogni dei giovani del quartiere;

Consistente di interviste a coloro che potevano esprimere un parere o una storia su questo tema. Sono state coinvolte sia le realtà sociali che si occupano del tema nella vita di tutti i giorni, sia i soggetti che vivono o lavorano all’interno del quartiere. Nello specifico, i volontari delle associazioni che si occupano di integrazione e accoglienza, i residenti del quartiere Libertà ed i migranti di varie zone del mondo.

Dalle interviste, sono stati tracciati alcuni profili tipici, tecnicamente noti come “Personas”, frutto di tutti quei profili e storie ascoltate.

  • Ideazione di soluzioni possibili e scelta della soluzione più adatta;

Dopo il lavoro di analisi, s’ è passati a lavorare sull’analisi di tutte le interviste e le Personas create. L’obiettivo è stato scoprire i punti focali che emergono (insights), facendo risaltare tutte le informazioni utili per schematizzare problemi, bisogni ed opportunità, giungendo alla definizione delle peculiarità di cui tener conto e su cui basare le possibili soluzioni future.

Anche qui abbiamo adottato i principi della ricerca-azione (vedi Kurt Lewin), secondo cui l’indagine partecipata sui disagi è un primo passo verso la progettazione di soluzioni; pertanto, è importante progettare iniziative volte a dare effetti benefici sull’ambiente circostante, cercando di generare un modo virtuoso di vivere in comunità. Particolare attenzione è stata riposta al tema della visione e del rapporto che le persone hanno con il Libertà: un immaginario non positivo, dovuto principalmente alle condizioni sociali e alle scarse attività di quartiere che potrebbero creare un coinvolgimento di chi lo vive.

In questa fase, sempre in modalità partecipativa -attraverso una serie di incontri con i residenti-, sono state immaginate varie soluzioni possibili in base alle suggestioni e ai fabbisogni emersi.

Valutati:

  • Impatto potenziale sulla comunità
  • Persone disposte a collaborare per la realizzazione
  • Risorse finanziarie necessarie

si è proceduto nell’individuare l’iniziatica da realizzare: un murales

  • Prototipazione e sperimentazione delle soluzioni individuate

Sono stati fatti dei prototipi in bozzetti, dopo aver individuato il muro su cui realizzare l’opera. Il muro appartiene all’oratorio della chiesa di quartiere e sono stati fatti confronti sul soggetto dell’opera, che hanno aperto ampi fronti di discussione sul quartiere stesso e su coloro che frequentano la piazzetta antistante il muro.

L’assessore Paola Romano fa visita al cantiere di Learning Cities Impresa Sociale e con l’occasione illustrerà alla stampa l’importanza di iniziative come questa, finanziate dal programma Urbis,

 

  

  • Realizzazione della soluzione e follow-up orientato alla sostenibilità della stessa.

In questa fase è stato realizzato il murales, previo attento coordinamento.

Un’azione trasversale è stat quella della progettazione e della realizzazione di una adeguata campagna informativa.

L’associazione Learning Cities si trasforma in Impresa Sociale proprio durante lo svolgimento del progetto.